Cos’è il turismo sostenibile?

Il turismo è una delle attività che nel mondo fattura di più ogni anno: tra gli arrivi nei paesi esteri e l’occupazione che questo settore porta, è destinato a crescere sempre di più, giorno dopo giorno, incrementando i profitti delle organizzazioni e aziende che ne gestiscono scambi, accomodazioni, esperienze, per non parlare dei benefici economici che portano allo stato visitato. Si sta ampliando inoltre la forma del Club Med francese, il villaggio vacanze per eccellenza, verso nuove interessanti opzioni di villeggiatura, sia economiche che più dispendiose, mentre vengono offerte ogni giorno occasioni e promozioni per organizzare al meglio le proprie vacanze, per fuggire dalla quotidianità e dal pensiero fisso che è il lavoro.

L’aumento della popolazione mondiale e del benessere generale ha comportato chiaramente un cambiamento delle abitudini delle persone e del modo di concepire l’idea di vacanza, con la conseguente nascita del concetto di turismo di massa. Inizialmente, infatti, andare in vacanza era considerata un’attività praticata solo da alcune élite che avevano disponibilità di tempo e denaro; questo fino a circa la metà del ‘900 quando, in seguito all’industrializzazione e all’urbanizzazione, il concetto divenne alla portata di tutti. Nacquero altre forme di turismo in base alle esigenze che i paesi ospitanti richiedevano, come la difesa dell’integrità culturale, la diversità biologica e il mantenimento delle aree in condizioni ottimali. Si forma così passo a passo l’idea di un turismo ambientale, non legato al concetto originario di turismo, ma con l’obiettivo di controllare e avere riguardo verso la natura e l’ambiente, ponendone in primo piano la tutela. Stando a quanto definito dal UNWTO (World Tourism Organisation), il turismo ambientale si divide in turismo naturalistico, sostenibile ed ecoturismo. Questi tre gruppi hanno in comune la grande etica del proteggere il luogo che si va a visitare, salvaguardarlo, mantenerlo pulito ed essere rispettosi con ciò che ci viene dato. In particolare lo sviluppo del turismo sostenibile o responsabile «soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro». I suoi principi sono alla base dello sviluppo socio-culturale ed economico di un paese, cercando di garantirne la sostenibilità nel lungo termine. Quindi alla base della filosofia di questo tipo di turismo troviamo «sostenibilità sociale, economica e ambientale come sancito nell’Agenda 21 per il settore dei viaggi e del turismo del 1996. Ciò prevede l’attuazione di soluzioni gestionali e di sviluppo sostenibili grazie all’integrazione e al giusto equilibrio tra di esse e al rispetto di principi di base, quali il principio di precauzione, la parità tra le diverse generazioni e all’interno della stessa generazione e il senso di responsabilità per la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali per le generazioni future» (Fonte: Parco Nazionale Adamello Brenta).
Lo sviluppo del turismo sostenibile richiede la partecipazione informata di tutte le parti, nonché un grande sostegno politico per garantire un impegno collettivo da parte di tutti. Raggiungere tale risultato è un processo continuo e richiede un controllo costante degli impatti, introducendo le necessarie misure preventive e correttive ogni volta che se ne renda necessario. Per sostenere questo macro concetto sono indispensabili basi culturali che dovrebbero essere imparate, o per lo meno accettate, da chiunque abbia intenzione di muoversi mettendo i piedi nei punti giusti e rispettando gli altri, ovvero:

1) Fare un uso ottimale delle risorse ambientali che costituiscono un elemento chiave nello sviluppo del turismo, mantenendo processi ecologici essenziali e contribuendo a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità.
2) Rispettare l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conservare il loro patrimonio culturale costruito e vivente e i valori tradizionali, contribuendo alla comprensione e tolleranza interculturale.
3) Garantire operazioni economiche redditizie a lungo termine, fornendo vantaggi socio-economici a tutte le parti interessate che sono equamente distribuite, comprese opportunità di impiego, reddito e servizi sociali stabili per ospitare le comunità e contribuire alla riduzione della povertà. 

Gli operatori turistici di questo settore tendono ad applicare i principi qui sopra citati cercando di collaborare con strutture e business locali, devolvendo parte del denaro ricavato ad associazioni no profit, ONG, scuole, ospedali e strutture pubbliche locali od utilizzando i fondi per la creazione di infrastrutture e di conseguenza nuovi posti di lavoro.  Allo stesso tempo, gli operatori svolgono un ruolo di sensibilizzazione dei clienti ai principi del turismo responsabile in materia ambientale, cercando per esempio di far capire quanto sia indispensabile bilanciare l’emissione di CO2 attraverso i mezzi che vengono utilizzati per raggiungere le destinazione e preferire un tipo di trasporto rispetto ad un altro, insegnando inoltre ad attuare politiche anti-spreco come il riciclo, il risparmio energetico attraverso fonti di energia rinnovabile e l’impiego razionale di risorse naturali.

Sono in tanti ad impegnarsi in questo modello etico di convivenza e rispetto della natura e alcuni hanno creato siti di informazione e approfondimento su tali tematiche ambientali e sociali, strumenti che aiutano ad aumentare la conoscenza e coscienza collettiva verso queste azioni di conservazionismo ambientale. Questo impegno si può intravedere in una rete di persone che, come attivisti, fanno il minimo per lasciare meno tracce possibili della loro permanenza nei luoghi che vanno a visitare. Fare ciò è semplicissimo e basta seguire poche e dettagliate regole che il sito viaggiarelibera.com, uno dei siti che si impegna attivamente nel sostenibile, mette a conoscenza di tutti:

Sostenere questo turismo in tutti i suoi principi o impegnarsi almeno a rispettare parte di questi dovrebbe diventare quotidianità per molti di noi, in quanto la sostenibilità ambientale, anno dopo anno, sta cominciando ad avere un impatto mediatico maggiore in un mondo sovrappopolato e in cui le risorse stanno scarseggiando sempre più, dove spesso non si protegge l’ambiente che ci circonda ma lo si devasta, forse proprio per mancanza di un corretto modo di agire e di basi culturali che insegnino alla nostra generazione e a quelle future che il rispetto va al di là di semplici azioni verbali. Il rispetto viene da azioni coscienti, collaborazioni e relazioni tra esseri umani e, soprattutto, dall’attenzione a non danneggiare ciò che non è nostro in questa vita di passaggio e a permettere il mantenimento dello stato naturale delle cose.

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