Recensione: «Dorem Ipsum» dei Maleizappa

Dorem Ipsum
Maleizappa

Autoprodotto – 2016

A quattro anni dall’esordio con «I successi, non ancora successi» i Maleizappa, band che ha aperto i concerti di Elio e le Storie Tese e di Mannarino, tornano sulle scene nazionali con «Dorem Ipsum», secondo album in studio. Nove tracce di testi apparentemente leggeri nascondono un fondo di realismo malinconico e «messaggi subliminali» intrisi di amare verità: dalle masturbazioni dell’innocente Ragazzina, alla caotica Mi meraviglio dell’aldilà. Definire il genere musicale dei Maleizappa è un’impresa ardua perché non ne hanno uno bensì molteplici: spaziano gioiosamente dal rock al pop, dal folk al latin, dalla prog alla ballad melodica. Insomma, fanno quello che pare loro e lo fanno divertendosi e divertendo, dissacrando su vari fronti il mondo «ovattato e conformista» che è oggi il panorama musicale italiano. La copertina e la grafica del disco sono state realizzate utilizzando un’opera dell’artista marcianisano Mandarino.
Un album fantastico, divertente ma che conduce anche ad una riflessione fra demenziale, non-sense e assurdo: un lavoro fresco dai sentori estivi che si gusta con gioia e soddisfazione, autoprodotto dai cinque componenti e arricchito da collaborazioni eccellenti come Alessandro De Carolis (Stefano Bollani, Eugenio Bennato), Sasà Piedepalumbo (Lina Sastri, Gino Paoli, Enrico Montesano, Sal da Vinci, Valentina Stella, Nino D’Angelo).
Non possiamo che promuovere a pieni voti «Dorem Ipsum»: un prodotto unico nel panorama italiano dove risuonano le sonorità e la genialità di Frank Zappa e di Elio, ma questo senza produrre una mera «copia». I Maleizappa sono originali, sono se stessi, senza invidiare nulla a nessuno.

 

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