Tech oltre ogni limite: la donna che crea un’app ad 81 anni

Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato le storie di alcune donne che si sono distinte nel campo della scienza, della tecnologia, della matematica o dell’ingegneria (le cosiddette materie STEM), ricevendo particolari riconoscimenti per la loro bravura e, soprattutto, per essere riuscite a farsi strada in un ambiente tanto ostile. Infatti, molti sono i pregiudizi e le discriminazioni che vedono tali discipline come non adatte al sesso femminile provocando così una conseguente egemonia del settore da parte degli uomini: non si tratta di una meritocratica selezione, ma semplicemente dell’influenza del pensiero comune su ciò che una donna può o non può fare.

Un altro caso in cui la società segna limiti su ciò a cui un determinato gruppo di persone può o meno dedicarsi («meglio che non ci provi neanche perché sei destinato a fallire») è quello che riguarda il rapporto tra tecnologia e persone anziane. È evidente da dove proviene questo stereotipo. In pochissimi anni la tecnologia è stata protagonista di un progresso sconvolgente non soltanto per il forte impatto che ha avuto sulla nostra vita quotidiana, cambiandola drasticamente, ma anche per la velocità con la quale tali cambiamenti sono avvenuti: era il 1973 quando fu effettuata la prima chiamata da telefono cellulare (dispositivo che non era ancora in vendita sul mercato), mentre meno di 45 anni dopo gli smartphone permettono di navigare in rete (accedendo ad ogni tipo di nozione), comunicare in numerosi modi diversi (dalle videochiamate ai social network), scaricare ogni tipo di contenuto (musica, film, podcast e chi più ne ha più ne metta) e, grazie alle varie app, fare praticamente qualsiasi cosa. Pensate allo shock di chi ha vissuto un’epoca in cui tutto questo non era nemmeno immaginabile. Ecco perché quando si parla di tecnologia è scontato parlare di giovani, sia in quanto produttori sia come consumatori o utenti; tuttavia, si corre il pericolo di escludere totalmente un enorme numero di persone che potrebbero usufruire dei vantaggi offerti dalle ultime novità elettroniche o che addirittura potrebbero contribuire a migliorarle, magari colmando il gap tra passato e innovazione.

Hinamatsuri di una famiglia con due figlie femmine.

La storia di Masako Wakamiya è dunque doppiamente importante e straordinaria. La signora Wakamiya è una donna giapponese di 81 anni che, dopo aver a lungo lavorato in una grande banca, ha appena lanciato la sua prima app per iPhone, app che lei stessa ha realizzato dopo essersi dapprima approcciata all’uso del computer a 60 anni e dopo aver completato la propria istruzione tecnologica con un corso di programmazione della durata di sei mesi. Il risultato è Hinadan, un’applicazione disponibile per iOS nell’Apple Store che sfrutta le comodità dei tempi moderni per portare avanti una tradizione millenaria, ovvero quella dello «Hinamatsuri» o «Festa delle bambole» (o «Festa delle bambine») che cade proprio oggi. Questa celebrazione prevede una precisa disposizione di bambole ornamentali, rappresentanti la corte imperiale del periodo Heian, su una piattaforma a scalini ricoperta da un tessuto rosso. Secondo la tradizione, le bambole possono racchiudere gli spiriti maligni e le sfortune delle bambine in modo da allontanarle da esse: preparato durante il mese di febbraio, lo Hinamatsuri va disfatto non oltre il 3 marzo altrimenti le figlie della famiglia faranno fatica a sposarsi. Davanti a questi complessi rituali i giovani si trovano spesso in difficoltà, ma qui entra in campo l’app, che permette di consultare la corretta posizione di ogni oggetto e di testare il proprio apprendimento con un divertente gioco.

La spiegazione di una trama di Excel Art di Masako Wakamiya. Immagine tratta da youtube.

Insomma, Masako Wakamiya è la dimostrazione vivente di come ci si possa mettere in gioco ad ogni età e in ogni campo, contribuendo attivamente alla produzione di un utile prodotto. Ma Hinadan non è il suo solo progetto: da molto tempo, infatti, questa esuberante programmatrice gestisce un blog, in giapponese e in inglese, dove pubblica video dei suoi numerosi viaggi o istruzioni per creare degli  motivi artistici tramite Excel. Volete di più? La sua passione, la forza e la sua determinazione a superare confini e convenzioni hanno inoltre fornito ispirazione a molti altri suoi coetanei grazie al suo intervento nella conferenza TEDx Talk di Tokyo, in cui spiega le meraviglie del web e della tecnologia ed invita ad agire attivamente, anche durante la terza età.

Questa donna sfata quindi il mito della tecnologia come settore dominato da soli uomini e, allo stesso tempo, trasmette un fondamentale messaggio di inclusione: con la sua presenza nel campo delle app, ricorda ai giovani che il valore di una persona non diminuisce al passare degli anni e riafferma la rilevanza delle tradizioni dando loro nuova luce; con il suo attivismo rivolto ai suoi coetanei, invita a partecipare attivamente alla vita e ad usufruire dello splendido strumento dato dai computer e da internet, la cui caratteristica principale ‒ si sa ‒ è quella di connettere ed eliminare le distanze.

«Why don’t we enjoy the digital life? I’ve got the wings, I’m so active and energetic. And you too can have a wonderful silver life!»

«Perché non ci godiamo la vita digitale? Io ho le ali, sono così attiva ed energica. Anche voi potete avere una meravigliosa terza età!»

Masako Wakamiya, TEDx Talk Tokyo, 2014.

 

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