Chi sono e cosa dobbiamo alle «Wikipediane dell’anno 2016»?

Nell’ambiente sono conosciute con i nickname di Keilana e Rosiestep. Potrebbero essere madre e figlia, ma, al di là delle differenze fisiche, hanno più d’una cosa in comune, da ultimo l’aver condiviso il prestigioso riconoscimento di Wikipedian of the Year 2016, consegnato loro personalmente al 12° Wikimania, la conferenza annuale della Wikimedia Foundation (proprietaria dei domini di Wikipedia e dei progetti affini), direttamente dalle mani dell’ormai leggendario fondatore di uno dei più grandi progetti senza scopo di lucro al mondo, Jimmy «Jimbo» Wales; hanno ottenuto questo riconoscimento per i loro sforzi di sensibilizzazione contro molestie ed abusi, su Wikipedia e non, e di espansione delle voci di donne degne di nota sul sito. Diamo quindi voce anche qui su Incipit agli enormi sforzi di queste grandi donne, che a piccoli uomini rispondono con altre donne come loro.

Emily Temple-Wood.

Emily Temple-Wood, due lauree (in Biologia molecolare e in Studi arabo-islamici), attualmente al primo anno di Medicina: la sua collaborazione con Wikipedia iniziò nel 2007, alla tenera età di 12 anni. Inizialmente in maniera scherzosa, con una pagina che irrideva la sorella, poi sempre più seriamente, tanto da farsi un nome abbastanza in fretta tra gli editor, ignari dell’età di quella contributrice così prolifica: a fine anno era già amministratrice del sito. La giovane Emily, nel pieno del disagio causato dal passaggio dalla fanciullezza all’adolescenza, aveva trovato uno spazio in cui poteva trovarsi a suo agio, al riparo da qualsiasi pregiudizio. Questo periodo è purtroppo durato poco: in un’età fragile come la sua, la scoperta da parte della comunità di aver a che fare con una ragazzina, pur attirando l’ammirazione e l’elogio dei più, l’ha resa fin troppo facile bersaglio di messaggi troll, finanche offensivi e volgari. Dal canto suo, non ci mise molto a capire che una reazione emotiva non sarebbe stata d’aiuto alcuno e avrebbe avuto come effetto solo la soddisfazione delle mire dei suoi denigratori: invece, non appena maggiorenne, Emily creò il progetto WikiProject Women scientists, che porta avanti personalmente tutt’oggi, assieme ad una comunità di più di 90 editor in continua espansione. L’idea dietro a questo progetto è la pronta risposta a tutte le mail di insulti che lei ed i suoi collaboratori ricevono a cadenza ormai quotidiana: per ognuno di questi messaggi viene creata sul sito una nuova voce riguardante donne che si sono distinte e/o si distinguono tuttora nel campo della scienza; questa scelta è presto spiegata da Emily con il fatto che, nei suoi progetti, voglia diventare «una di loro» e si serva dell’esempio di ciascuna per demolire l’odio che le viene diretto contro da quasi dieci anni.

Rosie Stephenson-Goodknight.

Per Rosie Stephenson-Goodknight tutto ebbe inizio, quasi per una coincidenza, nello stesso anno in cui Emily iniziò a collaborare per Wikipedia: suo figlio Sean, che stava modificando un articolo su una cittadina ucraina da cui era passato, rivelò alla madre una cosa che all’epoca non immaginava affatto, ovvero che tutti potessero contribuire alla causa del progetto. Rosie ha un master in Business ed è attualmente Business administrator di una compagnia assicurativa di Las Vegas, ma se le chiedete come si definisce, senza dubbio vi risponderà con un sorriso che si sente ed è un’antropologa culturale: non possiamo che crederle, se pensiamo che ad oggi, le sono attribuiti il maggior numero di articoli DYK («Did You Know»), parliamo di oltre 1300, su en.wikipedia.org e che è la quarta Wikipediana più prolifica di sempre, con un totale di oltre quattromila nuove voci e più di centomila modifiche, numeri che crescono senza sosta, giorno dopo giorno.
Rosie è cofondatrice dei progetti Women Writers, Women e Women in Red che, pur non seguendo lo schema produttivo ideato da Emily, danno senz’altro un contributo fondamentale alla riduzione del gap tra articoli su uomini e quelli riguardanti donne.

È la prima volta che il premio assegnato dalla Wikimedia Foundation viene consegnato a più di una persona, ma non si fa fatica a comprendere i motivi di una tale scelta: queste due donne, in percorsi, se non correlati, quantomeno paralleli, lottano quotidianamente per sensibilizzare la comunità di Wikipedia sul cosiddetto pregiudizio sistemico, particolarmente evidente nell’enciclopedismo tradizionale. Non può essere un caso che gli articoli riguardanti donne siano il 20% del totale di voci di persone e che siano, in media, cinque volte più brevi rispetto a quelli riferiti a uomini: è per questa causa che Emily e Rosie si battono ogni giorno e noi non possiamo che schierarci con loro, per un enciclopedismo scevro di disparità di qualsiasi genere.

Nell’immagine in evidenza, alcune donne che hanno partecipato alla Wikimedia Confernce Berlin nel 2016, tra cui Emily Temple-Wood (maglia rossa) e Rosie Stephenson-Goodknight (maglia azzurro chiaro).

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