Recensione: «Uno» de I Dei degli Olimpo, un concentrato di energia rock

Questa rock band laziale nasce nel 2011 tra i banchi delle superiori, periodo a cui risale la gaffe fatta durante le riprese di un video, da cui è derivato il nome inconsueto del gruppo. «I Dei dell’Olimpo» sono cinque ragazzi al loro primo album in studio, ma hanno già alle spalle alcune esperienze importanti: la registrazione di un Ep, concerti in vari locali romani e anche alla «Fête de la Musique» di Parigi. Hanno aperto concerti di Gianmarco Dottori, semifinalista del programma TV The Voice, dei Kutso e di Ligabue, vincendo il «Liga Rock Park», un contest atto a scegliere gruppi per aprire i concerti del rocker di Correggio a Monza il 24 e il 25 settembre del 2016. Nella data del 25 hanno intrattenuto ben 80.000 persone.


Da questo periodo di gavetta nasce «Uno», disco autoprodotto, che consta di dieci brani che spaziano dal blues al metal, dal pop alla bossa nova mantenendo al tempo stesso un’identità definita. Si apre con Taci miserabile!, una frecciata rock, per proseguire poi con pezzi potenti, in prevalenza in italiano. La voce di Andrea «Stock» Stocchino è protagonista e non si fa dimenticare facilmente, ma non possiamo fare a meno di segnalare le splendide parti di piano in Mille anni dall’ombra e la chitarra solista in Società.
Hey don’t forget me è un accattivante blues/old rock’n’roll che fa sperare in ulteriori nuovi pezzi in inglese. Un concentrato di energia così ben strutturato stupisce se si considera che l’età media del gruppo è di soli 22-23 anni; siamo curiosi di seguirli nel loro percorso e di ascoltare il disco numero due!

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