Se i cinema chiudono: morte di un’arte o fine di un’epoca?

Se ne parlava da più di un anno e sfortunatamente ormai è giunta l’ora: cala definitivamente il sipario del cinema Apollo di Milano; al suo posto aprirà il primo megastore Apple della città.
Il cinema è uno tra quelli storici del capoluogo lombardo, nato come monosala nel 1959 e trasformatosi in multisala dal 2005, senza mai prostituirsi alle proiezioni di blockbuster, mantenendo invece un profilo culturale alto proiettando pellicole difficilmente commerciali, sempre di qualità. Nonostante ciò, seppur l’indignazione sia di molti, di fronte ad affitti esorbitanti non si può che cedere alle lusinghe delle grandi multinazionali. Questo fenomeno purtroppo non rimane limitato, visto che sono tante, se non troppe, le sale che stanno chiudendo negli ultimi anni: parliamo dei cinema di città, locali limitati a pochi teloni ma che offrono molte volte una selezione cinematografica più ricercata e interessante, che ormai stanno lasciando il posto ai grandi multisala di periferia con schermi giganteschi per rendere ancora più spettacolare gli effetti speciali dei grandi blockbuster. Tuttavia questo non è un problema dei soli cinema cittadini, come ci dimostra la molto probabile prossima chiusura, seppur temporanea, dell’Odeon, un celebre multisala di Milano con più di dieci sale all’attivo. Il cinema dovrebbe interrompere la sua attività per più di un anno per ristrutturazione e probabilmente perderà definitivamente più di una sala al piano superiore, sostituite da spazi commerciali. Secondo i dati, dal 2010 al 2015 Milano ha perso più del 30% di spazi adibiti a proiezioni cinematografiche. Purtroppo la crisi dei cinema, che non colpisce solo le piccole sale con programmazioni d’essai, è un fenomeno cominciato non di recente ma inaspritosi nell’ultimo decennio, che ha riguardato diverse città italiane; anche a Roma, per esempio, negli ultimi trent’anni hanno chiuso più di 40 sale cinematografiche.

Credits: c4gallery.com 

Emblematico e significativo è proprio il passaggio di proprietà del cinema Apollo, che cede il posto al colosso della tecnologia Apple: un avvenimento profetico e simbolico che indica come il futuro e soprattutto il presente del cinema sia lo streaming digitale, legale e non. Questo fenomeno rende più accessibile il mondo dei film a chi non abbia la possibilità di spostarsi, ma anche a chi non sia motivato ad uscire di casa. La conseguenza è che il mondo della tecnologia ci sta rendendo sempre più pigri: un ragazzo preferisce guardare un film in streaming comodamente sul suo tablet o computer piuttosto che spendere 8-10 euro di biglietto. Infatti, secondo una stima  del 2015 dell’Ente Fondazione dello Spettacolo , i giovani italiani, in una fascia che comprende i nati dal 1982 al 1994, prediligono lo streaming a un film visto in sala: il 26% si reca con frequenza al cinema mentre il 36% si affida allo streaming gratuito su internet.

Grazie alla tecnologia quindi si ha un mondo vastissimo a disposizione, ma questo molte volte non fa che renderci più apatici e meno interessati, tanto che spesso i film visti in streaming rimangono a metà, mutili del finale per colpa dell’inerzia dello spettatore.
Il cinema non è solo il luogo dove rimangono più impresse nella memoria le opere proiettate grazie alla maestosità dello schermo e dell’audio che ci circonda, ma è anche un punto d’incontro, di condivisione e di scambio. Quante discussioni nascono anche solo tra due persone che rimangono colpite diversamente da un film! Questo perché il cinema non è solo popcorn ed effetti speciali: l’atmosfera un po’ retrò e nostalgica tipica di qualsiasi sala, dalla più vintage alla più moderna, ci anticipa il compimento di una sorta di magia e,  quando il proiettore si accende e le luci si spengono, noi entriamo nel film, lo viviamo e fino alla fine veniamo proiettati in un altro mondo.

Certo, l’evoluzione non è mai indolore, ma è naturale ed inarrestabile: se le sale cinematografiche sono destinate a chiudere, chiuderanno, ma il cinema non morirà, si trasformerà in qualcos’altro; è un cambiamento già in atto, come mostrato dallo spopolare delle serie televisive. Probabilmente perderemo una parte fondamentale del nostro immaginario, forse ci troveremo a raccontare ai nostri nipoti quanto fosse magico un tendone bianco che  d’improvviso si illuminava e raccontava storie sempre nuove, ma il destino delle sale cinematografiche è ancora incerto: se ci rimane un po’ di curiosità e di buon senso forse ci converrebbe affrettarci per non perdere il prossimo spettacolo.

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