La poesia entra nella vita quotidiana tramite foglie e marciapiedi: i progetti di Elena Zaharova e Mass Poetry

La poesia può forse essere considerata una delle forme più intime e intense di arte: essa è ricca di significati nascosti pronti per essere scoperti e di immagini suggestive che riescono a toccarci nel profondo; pur essendo i componimenti nella maggior parte dei casi molto brevi, essi sono ugualmente in grado di emozionarci in mille modi diversi, anzi a volte è proprio la brevità a rafforzare la potenza del significato espresso tramite le parole.

Pensiamo, per esempio, a un autore famoso come Ungaretti che in pochi versi ‒ in poesie come Soldati o, ancora, Mattina sicuramente molto note e impossibili da scordare ‒ è riuscito a concentrare un’intensità incredibile, in grado di commuoverci profondamente e di trasmetterci emozioni uniche; del resto è proprio questo il fine ultimo della poesia: comunicarci qualcosa, emozionare, commuovere e, perché no, rallegrarci con la sua bellezza e la musicalità dei suoi versi.
Proprio con l’intento di far riflettere e sorridere nasce il progetto di Elena Zaharova, una designer americana che ha voluto diffondere la poesia in un modo particolarmente originale e innovativo, ovvero trascrivendo a mano alcuni versi su 86 foglie e distribuendole, poi, in cinque parchi newyorkesi, confondendole tra le altre foglie cadute dagli alberi e sperando che i passanti le notassero e le raccogliessero.
Il risultato è unico e bellissimo: l’inchiostro nero risalta sul giallo delle foglie autunnali catturando così l’attenzione di chi si sofferma a guardare un po’ più da vicino, accorgendosi così della piacevole sorpresa.
L’idea di questo progetto è nata qualche giorno dopo le elezioni, in parte per riuscire a superare quel senso di sconfitta che aleggiava nell’aria ‒ la vittoria di Trump, infatti, ha lasciato con l’amaro in bocca gran parte della popolazione americana ‒, in parte per riuscire a sorprendere i passanti e a lasciare un segno.

«Quella settimana è stata particolarmente intensa. Ero emozionalmente esausta come chiunque altro; l’apatia post-elezione si è scontrata con alcune decisioni personali che dovevo prendere. Così ho creato questo progetto, 86 foglie con delle citazioni poetiche scritte a mano. Le ho lasciate in 5 parchi a Manhattan, Washington Square, Union Square, Madison Square, Bryant Park e Tompkins Square. Scommetto che la maggior parte delle foglie non sono state nemmeno viste, ma alcune di loro magari hanno fatto riflettere e sorridere qualcuno.»

Così scrive l’autrice del progetto nel suo sito personale).

Ma questo non è il solo modo originale e innovativo per diffondere un po’ di poesia nella frenesia della quotidianità: un altro progetto decisamente singolare è quello nato dalla collaborazione di Mass Poetry ‒ un’associazione che si occupa di sostenere i poeti del Massachusetts, aiutandoli ad allargare il loro pubblico ‒ con l’ufficio del sindaco di Boston, chiamato Raining Poetry che ha visto i marciapiedi di Boston ricoperti di versi che compaiono solo quando piove.

Immagine presa da pinterest.com.

Tramite l’uso di una particolare vernice, visibile solamente quando viene bagnata, sono stati scritti sul cemento le opere di Gary Duehr, Elizabeth McKim, Barbara Helfgott e altri autori che «hanno avuto un ruolo influente nella scena letteraria e culturale della città», stando a quanto riportato da My Modern MetIn questo modo, ogni volta che piove questi componimenti compariranno, come per magia, agli occhi dei passanti che ne rimarranno piacevolmente sorpresi ed emozionati.

Sono progetti come questi che ci permettono di ammirare il risultato di una continua evoluzione artistica che oltrepassa ogni limite. Non solo essa anima i testi letterari e li fa uscire dalle loro ingiallite pagine per andare a decorare città e luoghi pubblici e incontrare in modo diretto ed inaspettato le persone, che possono così godere di queste opere senza dover ricorrere ad un libro. Ma tale evoluzione porta anche alla fusione dei mezzi espressivi più diversi -letteratura, street art e arte performativa-, sfuggendo ad ogni definizione. Essi divengono esperienza da vivere, atto quotidiano che appartiene alla vita del fruitore, il quale a sua volta si fa parte integrante del progetto: non si tratta più di opere appese al muro di un museo, lontane, intoccabili, bensì si tratta di opere da calpestare, ammirare e addirittura portare a casa come ricordo.

Sono progetti come questi che ci permettono di soffermarci per un attimo sulla bellezza di un’arte così intensa e senza tempo come la poesia, di prenderci una pausa dalla monotonia e dalla frenesia della quotidianità e riflettere. In un mondo come il nostro in cui il tempo sembra non volersi fermare mai, c’è, insomma, il disperato bisogno di diffondere la bellezza e l’intensità della poesia, un’arte in grado di raggiungere e di emozionare chiunque, anche attraverso oggetti apparentemente semplici e quotidiani. 

L’immagine in evidenza è presa dal sopracitato sito di Elena Zaharova.

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