Amazon costituirà il futuro della traduzione editoriale?

Negli Stati Uniti solo il 3% della letteratura è tradotta da altre lingue: questo il dato rilevato dall’associazione nata all’interno dell’Università di Rochester, Three Percent, la quale si occupa dell’analisi dei dati sulle traduzioni e della diffusione della letteratura straniera tradotta, con lo scopo di incoraggiare l’editoria americana a un maggiore interesse verso i titoli stranieri. Un dato davvero scoraggiante se si pensa all’ampiezza del mercato statunitense, che risulta quindi quasi precluso a scrittori non anglofoni. Per fare un esempio, la Penguin Random House, una delle case editrici più grandi degli US, nel 2016 ha edito solo 20 opere tradotte. Un segnale positivo arriva però da un gigante editoriale non convenzionale, ovvero Amazon. Uno dei suoi rami, AmazonCrossing, si occupa appunto di traduzione in inglese di vari titoli e, nell’ultimo anno, ha pubblicato ben 60 titoli tradotti (quindi 40 in più della casa editrice prima citata).

Dati di pubblicazione titoli tradotti delle maggiori case editrici statunitensi e di Amazon
Dati di pubblicazione titoli tradotti delle maggiori case editrici statunitensi e di Amazon.

Nel 2014 il margine era ancora più ampio, con 75 titoli tradotti da Amazon contro i 25 della Penguin. La differenza sostanziale sta nel fatto che, mentre le maggiori case editrici statunitensi si occupano della traduzione di opere di letteratura «alta», Amazon punta alla pubblicazione di opere di consumo, come gialli e romanzi rosa che sono bestsellers nei paesi d’origine.
Se per ora, nonostante lo sforzo di Amazon, la letteratura tradotta negli USA continua ad attestarsi attorno alla misera percentuale del 3%, non è detto che le cose nel futuro non possano cambiare: il gigante della compravendita online, infatti, stanzierà nei prossimi cinque anni ben 10 milioni di dollari nel progetto di AmazonCrossing. Una prospettiva che risulta positiva sia per i lettori che per i traduttori che ne trarrebbero beneficio.

Confrontando questi dati con quelli raccolti dall’Associazione Italiana Editori, notiamo come in Italia la tendenza sia inversa. Ovvero mentre in passato (nel 2002-2003) i titoli tradotti in italiano coprivano il 23-24% del mercato editoriale, quest’anno i dati si attestano al 17,7%, dimostrando quindi un maggiore interesse per la letteratura nazionale, che si sta facendo spazio nel mercato italiano. In ogni caso, da queste statistiche si può evincere come il mercato italiano sia più aperto alle novità editoriali straniere, in particolare anglofone, cosa che sicuramente arricchisce il panorama culturale dei nostri lettori. Infatti una compresenza di diverse letterature, nate da contesti etnici e culturali differenti, è sicuramente un segno di ricchezza e apertura agli influssi esterni.
Per questo l’iniziativa di Amazon, che ha intravisto una prospettiva di guadagno su un settore di mercato al momento scoperto, risulta importante per portare, anche negli Stati Uniti, titoli provenienti da tutto il mondo, azione indispensabile in un contesto sempre più multiculturale. Inoltre la scelta di agire nell’ambito della letteratura commerciale, rivolgendosi quindi a un pubblico meno erudito, lascia sperare che questo progetto faccia fiorire un interesse «dal basso» nei riguardi della letteratura straniera. Una scommessa alquanto azzardata in un momento come questo, in cui gli Stati Uniti stanno consolidando muri (non solo culturali) e puntano a diventare simbolo di una chiusura verso l’esterno; ma Amazon pare determinato nelle sue scelte, premessa alquanto incoraggiante. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *