Color of Reality: quando l’arte e la danza si uniscono per combattere le ingiustizie

Il razzismo è l’incubo che terrorizza da molto tempo gli Stati Uniti, un paese in cui da qualche anno sta crescendo l’odio nei confronti delle minoranze etniche, in particolare dei neri, e che proprio adesso troverà concreta manifestazione a causa della recente vittoria di Donald Trump, il nuovo presidente intenzionato a far prevalere principalmente gli interessi dell’uomo bianco e a cacciare, come ha dichiarato lui stesso, gli immigrati dal suolo americano. Purtroppo non si tratta solo di parole, bensì di un odio che sfocia in vere e proprie discriminazioni e violenze di ogni genere, perpetrate spesso da chi dovrebbe far rispettare la giustizia: sono numerose, infatti, le vittime di colore che nel corso dell’anno sono state assassinate proprio da agenti di polizia americani.
Il fenomeno ha conosciuto una diffusione a macchia d’olio nel corso dell’estate del 2016, in cui si sono verificate un’uccisione dopo l’altra; nella maggior parte dei casi  le vittime erano disarmate e non costituivano  alcun pericolo. Le vicende forse più note sono quelle di Alton Sterling in Louisiana e di Philando Castile nel Minnesota, avvenute a distanza di soli due giorni l’una dall’altra e divulgate anche grazie alla pubblicazione di video sui social che hanno potuto fornire una prova diretta e inconfutabile dell’aggressività e della brutalità con cui i poliziotti agiscono nei confronti delle persone di colore.
È la violenza gratuita operata in particolare dagli agenti di polizia che, pur accanendosi contro le minoranze, quasi sempre rimangono impuniti. È la violenza che spaventa e terrorizza: secondo un articolo apparso a luglio su Il Fatto Quotidiano, infatti, «dall’inizio dell’anno, sono 566 i morti per mano della polizia. […] Non tutti sono, ovviamente, afroamericani. Molti tra gli uccisi appartengono comunque alla comunità nera.». Sempre lo stesso articolo, inoltre, riporta che «l’80 per cento dei fermati per controlli a New York City sono neri o ispanici.».

Immagine presa dalla pagina Facebook della pittrice
Immagine presa dalla pagina Facebook della pittrice.

Color of Reality è un cortometraggio che nasce proprio per denunciare l’uso improprio delle armi e queste ingiustizie sociali che sembrano ormai avvelenare ogni giorno di più la società contemporanea, specialmente quella americana; l’idea è nata dalla collaborazione tra  il coreografo Jon Boogz, il ballerino Lil Buck e l’artista Alexa Meade – che ha il merito di aver inventato un’innovativa tecnica pittorica che trasforma la realtà che ci circonda da tridimensionale a bidimensionale, facendoci sentire come all’interno di un dipinto dai colori cangianti e bellissimi.
In questo filmato, della durata di poco più di cinque minuti, due ragazzi, ovvero Jon e Lil, ricoperti di colore e circondati da una realtà che sembra fittizia, sono seduti sul divano a guardare la televisione e, all’ennesima notizia di un ragazzino nero disarmato ucciso da un ufficiale di polizia, scelgono di esprimere la loro frustrazione attraverso la danza.
Spenta la tv, decidono di uscire dalla stanza (che sembra costituire una sorta di realtà alternativa e protetta) per recarsi in strada, dove cercano di operare un cambiamento, per esempio tentando di parlare alle persone incontrate, ma invano: vengono infatti uccisi entrambi da un colpo di pistola, senza un motivo; un rosso acceso esplode e macchia i colori vivaci e brillanti che ricoprono i due, i quali si ritrovano distesi a terra. Il video, quindi, non ha un lieto fine, ma del resto dipinge la crudezza della realtà, di quanto accaduto ormai numerose volte.

Questo cortometraggio comunica che bisogna abbandonare la sicurezza del proprio mondo -idealizzato, piatto, e in qualche modo fittizio- e uscire, mettere piede nella realtà vera -tridimensionale, rigida e grigia-, dove persone innocenti muoiono ogni giorno, dove basta il colore della pelle per giustificare la pericolosità e quindi l’omicidio di un uomo disarmato da parte di un poliziotto che, invece, non subirà le conseguenze.
Lo stesso Jon Boogz, che ha diretto il progetto insieme alla pittrice, in un’intervista a AJ+ ha dichiarato:

«Se non ci uniamo e non la smettiamo di giudicarci a vicenda a causa del colore della pelle o dell’orientamento sessuale, questi atti di violenza senza senso continueranno. Viviamo nella nostra bolla e ci sembra che questi problemi non ci riguardino. Nessuno è al sicuro dalle ingiustizie sociali, non importa chi sei o dove vivi. Ci sono persone innocenti che muoiono ogni giorno. Movement artistry non è solamente danza, è uno strumento per educare e rompere le barriere geografiche e sociali. L’arte è per tutti. »

Fondendo insieme tre diverse forme artistiche e usando un metodo innovativo e unico, questi tre artisti denunciano così le ingiustizie e lanciano un messaggio di solidarietà e tolleranza: ecco che la staticità della pittura incontra il movimento della danza, una forza che scuote il corpo, infonde energia e spinge i due ragazzi ad uscire, come se i soggetti di un dipinto andassero oltre i confini segnati dalla cornice del quadro, inoltrandosi nel mondo reale, per protestare contro una realtà dominata dalla violenza e dall’intolleranza, che sfrutta le differenze per separarci e ci spinge verso un odio viscerale che miete ogni giorno sempre più vittime. Color of Reality ci dice che dobbiamo imparare a non giudicare le persone in base al colore della pelle, alla religione o all’orientamento sessuale, ma che invece è necessario distruggere queste barriere che ci separano e combattere le ingiustizie insieme, poiché solo così potremo porvi fine.

In un mondo dilaniato dalla cattiveria e dall’odio che l’essere umano diffonde verso i suoi stessi simili, questo progetto ci dimostra che è di fondamentale importanza tentare di utilizzare qualsiasi mezzo a nostra disposizione per provare, almeno, a placare questi mali che  sembrano corroderci da dentro.

L’immagine in evidenza è presa dalla pagina Facebook della pittrice, Alexa Meade.

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