Electro Camp 4 è il festival dell’«arte fluida»

Se nell’antica Grecia l’arte si manifestava nel corpo di marmi dalle perfette proporzioni, nel Medioevo assumeva le forme di imponenti cattedrali gotiche e nell’Ottocento prendeva le sembianze di migliaia di pennellate nei dipinti impressionisti, oggi l’arte appare come un’entità senza forma. Con l’avvento del ventunesimo secolo e delle nuove tecnologie che l’hanno accompagnato, l’arte ha subìto un processo di contaminazione sempre crescente per cui non è più impossibile individuare un’opera o un tipo di opera che costituisca la massima espressione del suo tempo. L’arte di oggi è un fluido, che si muove e si adatta nello spazio, che si trasforma ad ogni contatto: senza linee o confini, senza etichette o limiti, senza distinzioni. Ed Electro Camp 4 è il festival che incarna questo spirito.

«Electro Camp – International Platform for New Sounds and Dance» è infatti un festival di arti performative ormai giunto alla sua quarta edizione, organizzato dall’associazione Live Arts Cultures in collaborazione con la netlabel Electronicgirls. L’evento si terrà nella location underground di Forte Marghera a Mestre, in provincia di Venezia, dal 7 all’11 settembre. Al centro del programma di quest’anno non solo la musica elettronica, ma soprattutto la ricerca «suono-movimento», che si svilupperà attraverso workshop e seminari di giorno ed esibizioni artistiche di notte.

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La coreografa israeliana Ronit Ziv, che terrà un workshop su danza e drammaturgia.

L’ambiente di Electro Camp 4 è dunque uno spazio in cui l’arte è portata avanti secondo i mezzi di ricerca e sperimentazione, inevitabilmente dipendenti da un’atmosfera di incontro, condivisione  e scambio sia tra le personalità dai più differenti background sia tra gli artisti stessi ed il loro pubblico. Questo festival si fa portavoce dell’arte fluida di questo millennio anche perché abbraccia ogni forma d’arte. Risulta difficile trovare un termine per descrivere ciò che a cui si assisterà durante i cinque giorni dell’evento; all’interno delle arti performative si passerà dalla danza alle installazioni (alcune delle quali interattive), dal teatro ai dj set, dalle performance alle arti visive, toccando anche la cinematografia. Ecco che appare nel programma Espressioni Film Festival, la rassegna itinerante di video-danza ideata da Perypezye Urbane, così come figurano Dall’orlo il ghiaccio fece cricch più forte, installazione sonora che registra e rielabora i suoni dei torrenti alpini dello Stelvio, e Haleine, in cui coreografa e musicista partono da un’immagine per scrivere la partitura che si scambieranno a inizio performance ed eseguiranno. Ma c’è molto di più. Come un fluido che si spande fuori dal suo contenitore e si estende liberamente, così Electro Camp 4 non si limita al mero suolo italiano. L’internazionalità caratterizza l’intera manifestazione grazie ad ospiti provenienti da tutto il mondo: Francia, Slovenia, Olanda, Serbia, Belgio e Brasile ma anche Israele e Giappone, rappresentati rispettivamente da Ronit Ziv e Seijiro Murayama che condurranno i laboratori residenziali dal 9 settembre. Particolare rilevanza è data quest’anno alla cultura romena tramite la collaborazione con 4Culture all’interno della sezione «Contemporary Perspectives on Romanian Interdisciplinary Art» che, tra le altre cose, propone M.E.L.T. – Motion, Emotion and Lateral Thinking (video qui sotto).

Un’altra barriera abbattuta o, meglio, superata è quella che separa l’artista dai suoi spettatori, chi fa arte da chi ne fruisce. Ciò avviene attraverso l’ingresso libero al festival, previo tesseramento all’associazione organizzatrice (3 €), con offerta consigliata di 7 € che sarà ripagata con una chiavetta USB in omaggio contenente alcuni brani degli autori presenti. Electro Camp 4 è infatti interamente autoprodotto, senza il sostegno di finanziamenti pubblici: chi partecipa contribuisce direttamente allo sviluppo dell’evento stesso. Ma il superamento di questa barriera avviene anche grazie a performance come Soundware and magnetic songs di Jasna Veličković, cui parte integrante sarà l’interazione con il campo magnetico esistente tra il pubblico (si consiglia infatti di non spegnere i cellulari). Lo strumento utilizzato in questo caso è il Velicon, il quale però costituisce solo uno dei tanti innovativi ed inediti strumenti che si potranno vedere e soprattutto sentire durante la manifestazione. Saranno cinque giorni volti all’approfondimento e alla riflessione, all’apertura verso nuove produzioni, alla sperimentazione apportata da nuovi contributi al mondo della performative art. Ma ci sarà anche spazio per divertirsi: ogni serata sarà accompagnata da una selezione di musica elettronica sempre coerente con lo spirito di massima condivisione, in quanto tutelata da licenze Creative Commons, ovvero quelle che permettono all’autore di rinunciare ai propri diritti su un’opera facendola circolare liberamente e trasformandola così in opera culturale libera. Partecipare ad Electro Camp 4 significa dunque vivere un’esperienza unica e coinvolgente, che amplia gli orizzonti troppo limitati a cui ci abitua il comune panorama musicale, artistico e dello spettacolo. Significa immergersi in sonorità innovative e inizia a «sentire» in modo diverso, più completo. Ma significa anche partecipare all’arte fluida del nostro tempo, respirandone lo spirito, condividendone i valori e, con la sola presenza, plasmarla.

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