Recensione: Suicide Squad

Da un paio di anni a questa parte Hollywood ha conosciuto la rapida ascesa dei cinecomics – ovvero film tratti dai fumetti- che si sono imposti sulla scena cinematografica arrivando a guadagnare migliaia di dollari ai botteghini nel giro di pochi giorni: basti pensare ad esempio a The Dark Knight Rises, terzo capitolo della saga su Batman diretta da Christopher Nolan, che ha portato a casa più di un miliardo di dollari, entrando così nella lista dei film di maggiore incasso nella storia del cinema.
Un fenomeno che conosce un forte sviluppo soprattutto nei primi anni 2000, con il successo conquistato da Spiderman diretto da Sam Raimi che alla sua uscita, nel 2002, riuscì a spodestare famose pellicole come Harry Potter e la camera dei segreti e Il signore degli anelli: le due torri; da qui in poi il fenomeno non ha fatto altro che crescere, arrivando a contare decine di titoli in pochi anni (fino al 2020, inoltre, sono previsti più di quindici cinecomics in uscita). 
Sono diversi, in realtà, i fattori che contribuiscono a creare prodotti così tanto amati: al primo posto vi è sicuramente la popolarità dei fumetti da cui vengono tratte le pellicole: supereroi molto amati e seguiti come Batman, Spiderman o Captain America prendono vita davanti ai nostri occhi e le loro avventure vengono ricostruite soprattutto grazie al moderno uso degli effetti speciali, in grado di riportare sullo schermo praticamente qualsiasi scena la nostra immaginazione abbia creato sul loro conto.
Ma queste pellicole non sono indirizzate esclusivamente agli appassionati di fumetti, anzi possono essere seguite da chiunque; si tratta di un genere costituito da più elementi insieme – avventura, azione, dramma, umorismo – che si amalgamano e danno vita ad un composto variegato e coinvolgente.
Sullo scia di questo successo non stupisce che Suicide Squad – l’ultimo prodotto DC firmato Warner Bros- fosse uno dei film più attesi del 2016; un’attesa resa ancora più snervante da una campagna pubblicitaria particolarmente efficace e accattivante fatta di poster, trailer con scene sempre nuove (tra cui, forse, il migliore rimane quello montato sulle note della leggendaria Bohemian Rhapsody), immagini e video promozionali sui social che hanno spinto i fan a fare il conto alla rovescia mesi prima dell’effettiva uscita sul grande schermo.

La pellicola, inoltre, doveva essere il secondo tentativo, dopo quello non perfettamente riuscito di Batman v Superman: Dawn of justice uscito a febbraio, da parte della DC comics di spodestare la Marvel, l’eterno rivale in campo di cinecomics, creatrice di titoli di successo come Avengers e Captain America: Civil War, che è entrato nella lista dei 20 film di maggior successo nella storia del cinema.
Tuttavia la trasposizione cinematografica ha suscitato pareri discordanti: alcuni l’hanno bocciata in tronco altri ne hanno apprezzato sia i toni cupi sia l’umorismo; le critiche negative che sono fioccate subito dopo l’uscita del film, proiettato nelle sale americane il 5 di agosto e in quelle italiane il 13, sono state contrastate dagli elogi rivolti ad un cast a dir poco stellare.
La trama del film è abbastanza semplice: un gruppo di super cattivi, dotati di speciali abilità, viene assemblato da Amanda Waller, direttrice di un’agenzia governativa segreta, in una task force col compito di portare a termine missioni suicide (da cui il titolo del film) in cambio di una riduzione della pena. La minaccia che la suicide squad si ritrova ad affrontare in questo film è costituita da un’antica divinità la quale, stanca di essere tenuta prigioniera, si impossessa del corpo di una giovane archeologa.

Se la trama può non sembrare a prima vista particolarmente interessante, di certo non si può dire lo stesso dei personaggi che costituiscono questa squadra così inusuale: da Deadshot – interpretato da un eccezionale Will Smith- cecchino professionista, pagato per uccidere, a El Diablo, soprannominato così per la sua abilità di controllare il fuoco a, ancora, Killer Croc, l’uomo coccodrillo che vive nelle fogne.
Ci vengono presentati singolarmente, con tanto di identikit che ne riassume caratteristiche e abilità speciali, e, tramite flashback, viene ricostruito il loro passato.
Non tutti, tuttavia, sono trattati allo stesso modo: i riflettori sono costantemente puntati su due personaggi in particolare, mentre gli altri sembrano fungere da semplice sfondo. A spiccare, tra tutti i componenti, è Harley Quinn: esplosiva, colorata, completamente pazza e dotata di uno spiccato senso dell’umorismo, è proprio lei ad essere la vera star della pellicola, forse, addirittura, la sua punta di diamante; conosciuta, inizialmente, come la dottoressa Harleen Quinzel, psichiatra presso il manicomio di Gotham City, finisce per innamorarsi di uno dei suoi pazienti, il Joker, l’eterna nemesi di Batman, – che, per altro, compare solo in pochi secondi del film- il quale la trascina con sé in un vortice di follia, trasformandola completamente.

La loro è una relazione malsana, contorta, tremendamente nociva, in particolare per la dottoressa Quinzel ripetutamente maltrattata dal Joker; non sono molti i loro momenti insieme sul grande schermo, eppure, la loro storia sembra coinvolgere particolarmente.

Un personaggio decisamente ben riuscito, quello di Harley, realizzato grazie allo strepitoso talento di una Margot Robbie sensazionale; l’attrice australiana- conosciuta come la co-protagonista di Leonardo DiCaprio in The Wolf Of Wall Street – ne ha saputo rivestire i panni, peraltro particolarmente succinti, con disinvoltura, riuscendo a renderne alla perfezione la follia e la comicità caratteristiche.

L’altra metà della stravagante coppia, Joker appunto, è interpretato da un Jared Leto esteticamente «stravolto»: capelli verdi, labbra rosso scuro, denti d’acciaio, pelle bianca come il gesso e ricoperta di tatuaggi; se, quindi, il trucco sapientemente studiato colpisce l’occhio fin dalla prima apparizione, il resto lo fa la bravura di Leto – del resto già vincitore di un Oscar per il suo ruolo in Dallas Buyers Club – che ha saputo tener testa ai grandi nomi venuti prima di lui, come Jack Nicholson e Heath Ledger, noti per aver ricoperto il ruolo del clown più famoso dei fumetti rispettivamente nel 1989 e nel 2008.

Nonostante la professionalità del cast – tra cui spicca anche una spietata Viola Davis, alias Amanda Waller- non mancano le note negative rivolte in particolare al montaggio: molte scene sono state tagliate, penalizzando la storia e perfino uno dei personaggi, proprio il Joker di Leto, che appare in pochi fotogrammi confusi e di poca importanza, rendendo la sua presenza quasi superficiale.
A dispetto delle critiche, tuttavia, il film, diretto da David Ayer, regista di Fury e di Sabotage, ha sbancato al botteghino, portandosi a casa ben 135 milioni di dollari negli USA – fino ad ora- e arrivando primo in Italia già dal primo giorno con 1.200.000 euro, dimostrando ancora una volta il successo di questo genere di film.

I toni cupi, la violenza e l’azione – caratteristiche comuni a quasi tutti i prodotti della DC – si mescolano ad un umorismo particolarmente fresco. Il grande punto debole di questo cinecomic sta probabilmente nel fatto di aver eccessivamente fomentato le aspettative dei fan, mostrando nei trailer e nelle clip anche troppe scene che avrebbero avuto più impatto sullo spettatore se fossero rimaste inedite.
Se, quindi, da una parte, Suicide Squad si rivela essere un film coinvolgente, divertente, ricco di azione e movimento, dall’altra non è comunque stato in grado di soddisfare appieno le attese di cui si era fatto carico e, soprattutto, non è riuscito a raggiungere la qualità dei prodotti Marvel, mancando così l’obiettivo.
Titoli come Avengers: Age of Ultron e Captain America: Civil War sembrano, infatti,  avere una marcia in più: dagli effetti speciali realizzati meglio a trame più di spessore, a, ancora, un montaggio e una sceneggiatura decisamente migliori. Nonostante la lunga durata – entrambi raggiungono le due ore e mezza- non c’è mai un punto morto, il tempo scivola veloce e alla fine lo spettatore rimane quasi deluso che il film sia finito.

Ma i titoli in arrivo sono tanti e, chissà, magari la DC riuscirà a ribaltare la situazione, volgendola a suo favore.

L’immagine in evidenza è presa dal sito ufficiale

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