Nuove applicazioni per (ri)scoprire il mondo dell’arte

Nell’era digitale dei computer e degli smartphone pare proprio che ci sia un’applicazione per tutto: da quella per le note, a quella che ti organizza la dieta o l’esercizio fisico, a quella che modifica le foto; insomma dipendiamo sempre di più dai nostri cellulari e le nuove funzionalità delle app che vengono sviluppate giorno dopo giorno ne sono la prova.
Il successo riscontrato da alcune di esse, inoltre, dimostra quanto impatto abbiano sulla società e sulla realtà contemporanea: basti pensare al fenomeno di Pokémon Go, uscito ufficialmente in Italia il 15 luglio, che ha conquistato praticamente tutti e di cui non si riesce a smettere di parlare (in bene o in male, visto che non sono mancate le polemiche).
Ce ne sono di tutti i tipi e per tutte le età: giochi per bambini, quelli per adulti, perfino i giornali più famosi, ormai, hanno un’applicazione grazie alla quale è possibile leggere i nuovi numeri comodamente sullo schermo del proprio smartphone o del proprio tablet.
Anche la cultura, quindi, ha dovuto tenere il passo e inserirsi nella realtà tecnologica del ventunesimo secolo, servendosi anch’essa di questi nuovi strumenti che sembrano ormai scandire le nostre giornate.
Nel mondo dell’arte, in particolare, si sono raggiunti notevoli traguardi: Magnus, ad esempio, è una rivoluzionaria applicazione che permette di identificare un’opera d’arte presente in una mostra o in una galleria: basta fotografarla e automaticamente una serie di informazioni utili ‒ data, autore, dimensioni, tecnica, prezzo d’asta ‒ compariranno comodamente sullo schermo del nostro cellulare o tablet che sia. Utile e facile da usare, permette anche ai meno esperti del campo di imparare cose nuove. L’idea è nata da Magnus Resch, un imprenditore d’arte tedesco, il quale ha impiegato tre anni per svilupparla (tempo speso bene, è proprio il caso di dirlo!); il suo ricco database è alimentato giorno dopo giorno da nuove foto fornite direttamente dagli utenti che contribuiscono, così, a tenerlo sempre aggiornato.
Mentre Magnus è destinata prevalentemente agli utenti più grandi, non mancano le iniziative più specificamente dedicate ai bambini: di questo, per esempio, si occupa Art Stories, un progetto orientato all’educazione dei più piccoli in campo artistico e culturale che si serve della moderna tecnologia digitale.
Lo scopo di chi collabora a questo progetto è quello di creare applicazioni divertenti e stimolanti che possano valorizzare la bellezza dell’Italia, della sua storia e dei suoi monumenti: «App che accompagnano i bambini ‒ e gli adulti con loro ‒ a scoprire i luoghi simbolo delle città. Raccontano in modo completo e divertente il passato e i personaggi che hanno animato gli edifici; possono essere usate a casa come un libro illustrato, per scoprire la storia; sul posto, come guide-gioco; dopo la visita, per rivedere dettagli e giocare con calma con le animazioni; a scuola, come punto di partenza per le uscite didattiche», come riporta il sito del progetto.
Un’altra iniziativa degna di nota è quella presentata ad Ancona: Artwalks, un’app che vuole guidare i viaggiatori alla scoperta delle città della regione marchigiana; si «catturano» i momenti più belli con il proprio smartphone in un determinato luogo di interesse e si crea, così, una cartolina personalizzata, valorizzando in questo modo gli scorci più suggestivi delle Marche.
Ogni giorno, insomma, nascono nuove idee, nuovi progetti, che tentano di collegare cultura e tecnologia, il reale con il digitale, cercando di raggiungere, in questo modo, un pubblico ancora più ampio e variegato; il mondo della cultura sembra, in sostanza, trovare comunque il modo di farsi strada in un secolo in cui le persone sembrano preferire la realtà fittizia di un display, grande o piccolo che sia, all’ambiente vero e così pieno di colori che li circonda.

Di questi tempi, in cui la tecnologia, con i suoi videogiochi ad alto tasso di violenza e i suoi social network sempre così ricchi di pericoli, è vista – soprattutto dalle vecchie generazioni- come una sorta di mostro che risucchia l’anima dei giovani, risolleva il morale sapere che ci sono creazioni di questo tipo, che invogliano alla (ri)scoperta dell’arte e si adattano ad ogni tipo di utente per la diffusione di un’educazione artistica divertente e a portata di tutti.

Nell’era del cyberbullismo, dei finti profili e dei siti di incontri, dove la cattiveria e la violenza verbale sono di casa, queste innovazioni sono forse un faro di speranza che può guidarci verso il miglioramento di questa società ormai così inseparabile dallo schermo del proprio smartphone.

L’immagine in evidenza è presa da Magnus.net. 

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