Due baci per scacciare la segregazione razziale

Ci troviamo negli USA, Anno Domini 1964, l’anno successivo all’assassinio di John F. Kennedy a Dallas: il candidato democratico Lyndon B. Johnson prevale nettamente sull’avversario repubblicano, Barry Goldwater, confermando ufficialmente il mandato assunto in precedenza in qualità di vice del defunto predecessore e divenendo così il 36° presidente degli Stati Uniti d’America. Sull’onda della risonanza a livello internazionale dell’omicidio Kennedy, Johnson riuscì con relativa facilità a proseguire l’opera di questi e a far approvare numerose riforme da lui tanto desiderate: una di queste fu il Civil Rights Act 1964, che sancì la (teorica) eliminazione della segregazione razziale dai meccanismi elettorali e da tutti i luoghi pubblici.

Alla luce di queste premesse non è dunque un caso che a quello stesso anno risalga uno dei primi baci televisivi tra un bianco e una nera, benché avvenuto non negli USA, ma in Gran Bretagna, dove in un episodio della soap opera Emergency Ward 10 gli attori John White e Joan Hooley celebrarono in questa dolcissima maniera gli storici eventi che stavano avvenendo oltreoceano: a questo proposito il Daily Express, a seguito della visione dell’episodio, asserì che nessuno spettatore aveva telefonato per lamentarsi del fatto, certo con una punta di orgoglio, ma forse non necessaria.

Il bacio tra i personaggi Louise Mahler e Giles Farmer di Emergency Ward 10.
Il bacio tra i personaggi Louise Mahler e Giles Farmer di Emergency Ward 10.

Quattro anni dopo la situazione non pareva essersi calmata e anzi i movimenti segregazionisti erano più attivi che mai: ne è purtroppo dimostrazione una serie di fatti di cronaca più o meno violenti, infine culminati nell’assassinio di Martin L. King a Memphis. Ma questi eventi non riuscirono a dissuadere il presidente Johnson e gli antisegregazionisti dai loro proponimenti: una settimana dopo il tragico omicidio fu promulgato il Civil Rights Act 1968, che proibì le discriminazioni razziali in materia di acquisto, affitto o richiesta di finanziamento per l’acquisto di immobili.

La tendenza, più o meno radicata, di un paese che in quegli anni, cruciali per la politica interna ed estera, quantomeno tentò di dimenticare il proprio passato e di aprirsi alla multirazzialità passò anche qui attraverso un bacio, precisamente quello tra William Shatner e Nichelle Nichols, meglio noti come il capitano James Kirk e la comandante Uhura della celebre serie televisiva Star Trekavvenuto nell’episodio 10 della stagione 3, Plato’s Stepchildren, andato per la prima volta in onda il 22 novembre di quell’anno: questo bacio è passato alla storia soprattutto per il grande seguito che la serie ha ottenuto, a partire da quegli anni sino ai giorni nostri, in cui è ancora in programmazione in più di un canale dedicato e per l’affetto provato dagli spettatori nei confronti dei suoi protagonisti. Di fatto, riguardo ad esso si registrò una sola lamentela da parte di un nostalgico sudista.

Molti altri baci televisivi potrebbero essere citati, ma di questi due è rilevante notare la loro coincidenza temporale con l’ideologia egualitaria che il governo Johnson tentava in quel periodo di diffondere in uno stato che ancora si leccava le ferite di una feroce guerra, ideologica e poi militare, combattuta un secolo prima: la risonanza mediatica ottenuta grazie al successo di queste fiction e serie televisive permise all’amministrazione statunitense di veicolare il messaggio desiderato a una consistente fetta della popolazione, che reagì in maniera assai positiva a questi stimoli, come dimostra la quasi totale assenza di reclami per un’eventualmente supposta indecenza dei suddetti. In fin dei conti questi due baci non hanno fatto altro che riprendere e conseguentemente comprovare ciò che scrisse Virgilio duemila anni fa, omnia vincit amor: l’amore prevale su tutto, anche sulle stolte e retrograde convinzioni di una parte del popolo americano che non ha mai abbandonato le tesi segregazioniste, che oggi affiorano ancora troppo spesso. Mi sembra appropriato concludere completando la citazione del grande autore mantovano, a mo’ d’esortazione a te, lettore, e a tutti noi: et nos cedamus amori, facciamoci anche noi prendere dall’amore.

  

L’immagine di apertura è tratta da Wikipedia.

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