Donare la voce per avvicinare i non vedenti ai romanzi

Vi è mai capitato di trovarvi a riflettere su come sarebbe la vostra vita senza la vista? Pensate a cosa vi mancherebbe di più: i colori? I volti dei vostri cari? La forma delle cose? Non credo che la prima cosa che vi verrebbe in mente sia: il piacere della lettura. Purtroppo, però, lʼimpossibilità di leggere un libro è un altro degli handicap che affliggono i non vedenti e, a pensarci bene, in una vita al buio, tuffarsi nelle storie avvincenti di un romanzo sembra un passatempo quanto mai importante.

lettura in codice Braille
Lettura in codice Braille

Certamente molti non vedenti conoscono lʼalfabeto Braille, strumento che permette di orientarsi nella vita quotidiana e di riuscire anche a leggere libri. Non tutti i non vedenti conoscono però lʼalfabeto e soprattutto le opere letterarie in Braille non sono così facili da reperire. Per questo la tecnologia arriva in aiuto dei non vedenti appassionati di romanzi, grazie a podcast e audiolibri. Unʼiniziativa molto importante, che si sta diffondendo in tutta Italia, è quella promossa dal Centro internazionale del libro parlato. Lʼassociazione, nata nel 1983, si prefigge lo scopo di aiutare le persone affette da cecità ad accostarsi alla lettura e allo studio, permettendo loro, ad esempio, di laurearsi o, semplicemente, di godersi un buon libro. Questo grazie a volontari decentrati su tutto il territorio che, a seconda delle proprie competenze, dedicano alcune ore del proprio tempo a registrare opere di tutti i tipi (dai libri di elettronica ai romanzi fantasy), spesso su specifica richiesta. Grazie a questa iniziativa circa diecimila opere sono state registrate e digitalizzate per poi essere disponibili per chiunque voglia usufruirne. Al centro infatti non si rivolgono solo non vedenti ma anche dislessici, distrofici, anziani, enti che si occupano dellʼassistenza dei disabili, scuole e biblioteche.

Unica pecca nel sistema è che per diventare volontari bisogna superare diversi test e acquistare di tasca propria la strumentazione per registrare. Ma se si è dotati di buona volontà e pazienza, chiunque può diventare un «donatore di voce», regalando la propria interpretazione a un Dickens o ad una più moderna Elena Ferrante e permettendo a qualcuno di assaporare il gusto della lettura, seppur non attraverso la vista.

Ritornando quindi a riflettere su cosa vi mancherebbe di più da non vedenti, pensate a quei libri che vi hanno cambiato la vita, che vi hanno fatto crescere, pensate alla vostra infanzia senza le prime letture, probabilmente non sareste quello che siete senza quei libri, probabilmente un libro letto da uno sconosciuto diventa qualcosa di molto più importante di quello che avreste mai pensato.

Per maggiori info visitare il sito ufficiale dell’associazione (da cui abbiamo tratto l’immagine in evidenza).

 

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