Floating Piers: camminare sulle acque promuove il territorio?

In questi giorni c’è grande attesa per l’ormai prossima apertura sul lago d’Iseo dell’installazione Floating Piers, opera dell’artista Christo, che rimarrà usufruibile dal pubblico dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Essa consiste in una passerella galleggiante sull’acqua, realizzata con circa 200000 cubi di politilene, tra i comuni di Sulzano, Monteisola e l’isolotto San Paolo.

L’iniziativa ha riscosso grande successo ed è stata accolta positivamente da più fronti, in primo luogo quello delle amministrazioni dei comuni interessati, le quali hanno ritenuto questo evento una grande occasione per la zona, sia in termini di visibilità che di guadagno. Si stima che circa 70000 persone si recheranno sul lago per questa occasione, agevolate anche dal fatto che la passerella sarà accessibile gratuitamente. Fino a qui la prospettiva appare delle più rosee: molte persone giungeranno sul lago d’Iseo, vivranno l’esperienza di «camminare sulle acque», come dice l’artista stesso, e poi torneranno a casa. Ecco, questo è il punto focale della questione: cosa rimarrà effettivamente  di questa iniziativa alla zona del lago d’Iseo? Floating Piers può essere considerata veramente un’occasione di guadagno, non solo monetario, per la zona? I turisti, gli appassionati d’arte, i curiosi giungeranno entusiasti ed impazienti di attraversare la passerella, di visitare e scoprire i paesi circostanti o ripartiranno subito dopo, prestando a malapena uno sguardo attorno all’installazione dell’artista?

Il rischio insomma è che quest’opera, seppur costituendo l’occasione per un’esperienza sensoriale ed emozionale particolare ed apprezzabile, rimanga concentrata su se stessa, impedisca a chi ne usufruisce di apprezzare e prestare la dovuta attenzione anche al contesto in cui è inserita, di essere quindi una forma di promozione di queste zone. Il  progetto dell’iniziativa stessa, in fondo, non è stato creato immaginandola nel territorio del lago: l’artista ha ideato l’opera e ha ricercato il luogo adatto in cui potesse essere allestita, valutando sia il Rio de la Plata a Buenos Aires che la baia di Tokyo, in cui tuttavia non è riuscito ad ottenere le autorizzazioni necessarie. Quindi già nella sua genesi, l’installazione non contempla un rapporto esclusivo con l’ambiente del lago d’Iseo, ma con un territorio che abbia solo determinati requisiti. L’ambiente del lago, almeno nella pubblicizzazione dell’evento, non viene posto sul medesimo livello di importanza dell’opera, sembra non essere riconosciuto quale elemento fondamentale dell’installazione stessa, ma solo come la premessa che renderà possibile la realizzazione dell’opera. Le stesse parole dell’artista sembrano confermare questo e anche dai media la passerella viene più che altro magnificata poiché renderà possibile «camminare sulle acque», dal momento che permetterà il compiersi di questo «miracolo», termine usato spesso dai giornali giocando con il nome dell’artista stesso. Poco si parla, per esempio, della magnifica visuale del lago e delle isole che si avrà dal centro del percorso, addirittura si afferma che la vista dalla cima di quest’ultime permetterà di godere di più prospettive della passerella, evidenziando quindi come il focus, il centro di questo ipotetico quadro sia, appunto, il percorso creato dall’artista. L’opera, dunque, non è un mezzo per esaltare il paesaggio circostante, non presenta nel suo concetto un rapporto paritario con l’ambiente lacustre di questa zona, non si pone come intento quello di essere strumento di promozione della bellezza del luogo, la quale rimane sì presente, ma pur sempre in secondo piano.

Quali sono, quindi, i motivi dell’esaltazione dell’installazione? Come anticipato, le amministrazioni coinvolte parlano di una grande opportunità per quel territorio, di un’occasione per richiamare un numero considerevole di persone che avranno anche l’occasione in questo modo di visitare i comuni interessati, magari di pernottare qualche giorno e di assaporare i prodotti tipici. Per questo motivo sono stati potenziati i servizi di trasporto (per esempio tramite l’aggiunta di un numero considerevole di corse  sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo) e i gestori dei luoghi di alloggio hanno pensato ad offerte vantaggiose per tutti coloro che desidereranno rimanere nella zona per più giorni. Però viene da chiedersi cosa rimarrà di questi incentivi al turismo una volta smontata l’installazione: essi verranno ancora applicati a favore di coloro che intenderanno visitare le zone in seguito, rendendo questi luoghi mete turistiche apprezzate per quello che effettivamente possono offrire tutto l’anno? Sarebbe infatti auspicabile che lo stesso impegno di promozione rimanesse anche dopo il 3 luglio e che fosse indirizzato al territorio stesso con tutto ciò che lo riguarda, creando in questo modo le condizioni favorevoli per il continuo richiamo di turisti, non solo per il singolo evento.

La grande opportunità tanto decantata rischia, inoltre, di risultare dannosa anche sul piano prettamente ambientale e per gli abitanti stessi di quelle zone, dal momento che l’affluenza di un numero di persone così elevato provocherà problemi a livello di traffico e, di conseguenza, di emissioni nocive nell’aria: i paesi interessati potrebbero non essere in grado di gestire una tale mole di presenze e la sostenibilità ecologica dell’evento, pubblicizzata all’inizio, potrebbe essere smentita dal fatto che il traffico intenso provocherà maggior inquinamento, eventualità rafforzata anche dal divieto d’accesso a Sulzano delle biciclette per motivi di sicurezza. Tale problema è stato evidenziato da Legambiente, la quale ha anche parlato dei costi derivanti da questo evento che, seppur interamente finanziato dall’artista, ha richiesto ai comuni e ai cittadini delle spese organizzative, che sono state coperte anche grazie, per esempio, a quanto ricavato dal rincaro delle tariffe dei mezzi di trasporto. In questo modo si è penalizzato il territorio, si sono toccati gli interessi dei residenti e di tutti i turisti che sono giunti sul luogo non per l’opera di Christo, evidenziando quindi come questa occasione sia vista come un guadagno, senza tuttavia considerare realmente le sue ricadute su altri settori.

Perciò, l’iniziativa Floating Piers può essere davvero una vetrina importante per i comuni interessati, ma soltanto sotto determinati aspetti, più che altro contingenti all’evento stesso e quindi destinati ad esaurirsi. Un reale guadagno su più fronti si avrà se si sarà in grado di andare oltre l’occasione artistica in sé e di cercare, anche dopo la fine dell’evento, di avere per questi luoghi la stessa cura ed attenzione che si dimostra in genere per quelle iniziative che provocano titoli entusiasti sui giornali, ma i cui effetti positivi risultano essere pochi ed effimeri.

 

L’immagine in evidenza è tratta dal sito del Corriere della Sera.

 

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