Web Landscape Photography: il fascino della Terra da un’altra prospettiva

«Amo definire il mio lavoro come un ponte che collega il Novecento all’era digitale. Ho sempre avuto una passione innata per la natura e la geografia. Osservo e quando colgo la bellezza nelle forme scatto, non ne modifico i contorni o i colori ma lascio che tutti possano vedere quello che io ho stesso ho visto: il fascino straordinario della nostra Terra» così Max Serradifalco descrive il suo progetto finalizzato ad unire arte e digitale.

Max Serradifalco è un fotografo paesaggista e designer italiano pioniere della Web Landscape Photography. Definitosi «artista satellitare», dal 2011 ha cercato di unire le sue grandi passioni per la fotografia naturale e il design in un progetto estremamente originale: le sue opere sono dei collage di frammenti di foto estrapolate dai satelliti di Google Maps combinati, sovrapposti ed incastrati per formare vere e proprie opere d’arte. Serradifalco viaggia virtualmente in tutto il mondo grazie ad internet cercando di scovare quei paesaggi fiabeschi, quasi surreali, di cui il nostro pianeta è colmo senza che noi ce ne rendiamo conto. Attraverso le sue opere cerca di farci scoprire coste, fiumi, mari, oceani, pianure secondo un nuovo punto di vista, spingendo anche noi a provare quell’amore e quella sensazione di meraviglia per la natura che l’artista esprime, anzi palesa, in esse.

Un aspetto estremamente importante del suo lavoro sta nel fatto che le foto non subiscono nessuna manipolazione digitale, nessuna modifica. Ogni paesaggio fotografato è conservato integro, nella sua purezza e nella sua intima e naturale bellezza.

Serradifalco ha completato tre cicli di opere, tutti visionabili sul suo sito ufficiale. Il primo, intitolato Web Landscape Photography, è dedicato alla ricerca di paesaggi particolarmente «artistici»: gli elementi del paesaggio, visti dall’alto, cambiano completamente i connotati che noi percepiamo da terra e si trasformano in forme irreale, astratte, estremamente affascinanti.
Nel secondo ciclo, la raccolta Earth Portrait, si ha una ricerca di quei particolari scenari che, attraverso il satellite, assumono tratti umani. Si tratta di zone della terra che viste dall’alto richiamano quasi per magia un volto o un corpo umano. Si nota qui come la natura, se vista da un’altra prospettiva, possa essere manipolata dalla nostra immaginazione in un gioco estremamente fantasioso.
Nell’ultimo ciclo, infine, intitolato All Colors of the World, l’artista riproduce le bandiere delle varie nazioni utilizzando immagini satellitari di diverse provenienze: ecco che in un vessillo troviamo racchiusi lembi di terre appartenenti a paesi estremamente lontani scelti sull’unico criterio della corrispondenza del colore. La bandiera del Giappone, ad esempio, è realizzata con immagini aeree dell’Antartide e dell’Australia; quella italiana è formata da immagini satellitari del Qatar, delle regioni antartiche e della Namibia; il vessillo statunitense riporta i colori della fascia di Mar Mediterraneo tra Italia e Libia, e dei paesaggi della Bolivia e del Chad.
Confini, conflitti e alleanze politiche sono superati, l’unica cosa che traspare da queste opere è un messaggio di unione e di armonia. L’unico criterio di scelta è il colore, dicevamo: e i colori costituiscono da sempre un linguaggio universale.
Il concetto del progetto è, nella sua semplicità, molto forte: siamo cittadini della Terra e non della nazione in cui siamo nati. «Immaginiamo un mondo in cui siamo tutti fratelli, in cui condividiamo le differenze, la gioia, i colori e l’energia della vita», afferma l’artista. 

Nell’immagine in evidenza, il sito dell’artista: maxserradifalco.com

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